Una storia di ospitalità

Generazioni di contadini, minatori e artigiani hanno vissuto per secoli in questa valle grazie ai raccolti abbondanti, alla ricchezza delle miniere e al fiorire del commercio tra Venezia e Salisburgo, senza mai dimenticarsi di avere un occhio di riguardo per i paesaggi incantevoli della loro terra.

Benvenuti al Glocknerhof! 1968

Protetta e adagiata tra i possenti Monti Tauri a nord e le maestose Alpi a sud, scorre la Drava, che oltre ad essere una riserva pressochè inesauribile di pesci, ha da sempre costituito il fulcro di una vivace attività di lavorazione del legno, oltre che di produzione di zattere. Il fiume ha plasmato per così dire il territorio e gli uomini che vi abitano.

Di recente si tende a riproporre tradizioni pluricentenarie: feste dei minatori, giornate in zattera, mercati, feste del paese, pellegrinaggi e sfilate carnevalesche – curioso che proprio nell’epoca di internet e della globalizzazione si cerchi di riscoprire valori come la propria terra, lo sviluppo regionale e la valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali.

Il turismo ha vissuto diverse fasi di sviluppo: nel 1880 sono stati fondati i primi Circoli Alpini e già prima della 1. Guerra Mondiale si sono costruiti i primi rifugi. Molti personaggi illustri (artisti, scrittori e pittori, tra i quali ad esempio E. T. Compton) si sono ritemprati nella Valla della Drava, sul Weissensee o tra le montagne del Reißkofel e il gruppo del Kreuzeck.

Il Glocknerhof è noto già dagli Anni 60 per la sua proverbiale ospitalità e per il suo ambiente accogliente e famigliare, oltre che per essere sempre in prima linea nella valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali. Da decenni i suoi ospiti possono trascorrere momenti indimenticabili in un ambiente meraviglioso, godendosi paesaggi da favola e gustando i migliori piatti della cucina tipica regionale.

Per il 55. compleanno del Glocknerhof
Adolf con go-kart. 2013

Cari ospiti,

durante i miei viaggi mi sento spesso chiedere come sia possibile che un villaggio piccolo e sconosciuto quale Berg im Drautal possa aver avuto uno sviluppo turistico così sorprendente. Non è facile trovare una risposta, ma ci proverò lo stesso.

Di sicuro non si può dire che la regione sia ricca di quelle attrazioni turistiche in grado di rendere la vita facile a un albergatore. Tuttavia siamo sempre stati consapevoli che la nostra splendida posizione su un pendio soleggiato sopra la Valle della Drava avrebbe potuto rappresentare un’ottima base di partenza.

A ciò si aggiunge la disponibilità a rischiare, già particolarmente spiccata nella generazione dei nostri genitori. La fiducia in un possibile sviluppo del turismo non è mai venuta meno ed ha consentito di superare anche i momenti economici più difficili. Mi ricordo il periodo della costruzione dell’hotel all’inizio degli Anni 70, proprio durante la crisi petrolifera.

E’ vero, a volte a fare l’albergatore ci si sente quasi prigionieri della propria attività e rimane troppo poco tempo per il privato. Ma chi è cresciuto facendo questo mestiere non sa fare altro e presto o tardi se ne innamora. E’ la passione quella che conta. Ed è così che con il sudore di una vita si può creare pian piano qualcosa di veramente unico e straordinario.

Con il Glocknerhof ho una cosa in comune : "Entrambi" festeggiamo nel 2013 il nostro 55. compleanno – Ed entrambi ci sentiamo ancora giovani, con tutta una vita davanti :-)

Vostro Adolfo

Lo specchio dei tempi
I'ossario di St. Michael in Berg

Già parecchi secoli fa era usanza diffusa nominare alcune località con il semplice concetto di "Berg" (montagna). Soltanto in Carinzia ci sono 12 centri abitati con questo nome, che deriva dalla radice indogermanica Bhergh e significa "alto, in rilievo".

 

La prima traccia documentata dell’esistenza di Berg im Drautal risale al 1267, anno in cui la località viene citata come "Perige". Il nome è senz’altro legato anche all’industria mineraria sviluppatasi nei dintorni. Dal tempo dei Romani infatti vengono sfruttate le miniere presso Drasnitz, sopra Dellach, e nel Gnoppnitz presso Greifenburg, oltre a quelle del massiccio dello Jauken. Si racconta dell’arrivo di minatori da paesi lontani, venuti in cerca di piombo, argento, oro e altri minerali. I più antichi ritrovamenti sono tracce di una strada romana, che conduceva alla miniera di Gurina in Gailtal, famosa già in epoca preceltica. Parti di questa strada sono visibili ancora oggi lungo il "Römersteig" (sentiero romano) sulle pendici meridionali del gruppo dello Jauken. Dopo secoli rimangono a testimonianza dell’antica attività mineraria resti di gallerie e nomi di centri abitati come Schmelz (“bagno fuso) o di antichi insediamenti isolati.

L’ossario di St. Michael in Berg (S. Michele al Monte)

Particolarmente conosciute nei dintorni e significative dal punto di vista storico sono la chiesa meta di pellegrinaggi di St. Maria Geburt (Nascita di Maria) e quella di St. Athanasius (S. Atanasio), oltre al Karner St. Michael (Ossario di S. Michele). La storia del luogo è stata segnata anche da molti momenti bui e difficili: tragedie naturali, guerre e pesti (molte lapidi ricordano ancora oggi l’invasione dei Turchi e l’epidemia della peste). I contadini, nei periodi di povertà e carestia, hanno sempre continuato con dedizione a lavorare la terra, per garantire il futuro delle generazioni a venire.

I primi villeggianti estivi in Oberdrautal
Adolf e Hilde con guida turistica negli anni 70

Già verso la metà del secolo scorso l’Alta Carinzia comincia a diventare meta turistica di villeggiatura estiva ("Sommerfrische"), attirando, soprattutto grazie ai suoi laghi, gli abitanti delle città più o meno vicine.

I primi afflussi di una certa entità si hanno tuttavia solo dopo la costruzione delle ferrovie, sotto la monarchia austro-ungarica. Prima di allora la mobilità era resa difficile da strade non facilmente agibili e dai pochi mezzi di trasporto a disposizione, a parte qualche carro .

La Carinzia in ogni caso non è solo da oggi una delle regioni austriache più sviluppate turisticamente. Già agli albori del turismo ci si è infatti resi conto di poter offrire, con il paesaggio alpino, i laghi e i fiumi, un luogo davvero ideale per qualche indimenticabile giornata di relax.

Inizialmente era l’estate la stagione turistica per eccellenza. D’inverno infatti, in un epoca in cui gli sport sugli sci erano pressoché sconosciuti, il turismo era praticamente inesistente, anche per le limitate possibilità di riscaldare a sufficienza le stanze e la conseguente mancanza di comfort. Di turismo invernale si può parlare dunque solo a partire da questo secolo.

Una posizione ideale e un paesaggio da favola non bastano però da soli ad attirare i turisti. C’è bisogno di farsi conoscere. E in quanto a marketing, la Carinzia si è resa conto sin dagli albori della sua attività turistica dell’importanza del farsi pubblicità, destinando sempre ingenti mezzi al raggiungimento di questo scopo.

La Südbahn (Ferrovia Sud) e lo sviluppo del turismo estivo
"Stazione centrale" 1960: Adolf con ospiti

Il 20 novembre del 1871 si inaugura, dopo soli 3 anni di progettazione e realizzazione, la Südbahn (Ferrovia Sud), importantissima via di collegamento tra Fortezza e Villach. Per l’Oberdrautal questa infrastruttura rappresenterà un presupposto essenziale per lo sviluppo del turismo, quello estivo in particolare.

Pensata soprattutto per favorire il trasporto merci all’interno della monarchia, la ferrovia garantisce all’Oberdrautal una posizione privilegiata nei confronti di altre località di villeggiatura estiva e questo vantaggio verrà sfruttato al meglio.

Per l’intera Carinzia del resto la ferrovia servirà come catalizzatore per lo sviluppo dell’economia di tutta la regione

Gli sforzi per offrire agli ospiti in villeggiatura un’offerta sempre più adeguata non mancano. Una delle fonti più importanti, che ci consente di ricostruire l’attività turistica verso la fine del diciannovesimo secolo, è senza dubbio l’annuale brochure realizzata dal "Kärntner Verein" (Associazione Turistica Carinziana) con il titolo “Luoghi di villeggiatura estiva in Carinzia”. Il prospetto, contenente le informazioni principali sulle località e le attrazioni turistiche carinziane, è una sorta di guida per l’ospite e testimonia quanto già allora si cercasse di offrire ai vacanzieri un servizio adeguato e di farsi al tempo stesso la necessaria pubblicità.

Il dèpliant, suddiviso per distretti, conteneva informazioni di base (giurisdizione, comuni, uffici posta e telegrafo più vicini, stazioni ferroviarie e altezza sul livello del mare) e informazioni più prettamente turistiche, quali la disponibilità di strutture per l’alloggio, le cose da vedere, i sentieri, le escursioni in quota e le attrazioni paesaggistiche.

Nell’introduzione erano riportati nel dettaglio tutti i collegamenti ferroviari e stradali, per facilitare l’ospite nei suoi spostamenti. Già allora i laghi carinziani venivano considerati la principale attrazione turistica. E non mancavano neppure segnalazioni di strade che, “grazie ad una manutenzione minuziosa e al particolare fondo in ghiaietto…ben si addicevano alla pratica del ciclismo”.

In Oberdrautal le principali offerte per il tempo libero erano rappresentate da passeggiate ed escursioni in montagna, oltre che dalla pesca e dalla caccia. Proprio come oggi però venivano segnalate anche le attrazioni culturali e naturali meritevoli di essere viste.

Che il turismo stesse acquistando importanza anche al di fuori della regione dei laghi, lo dimostrano i numeri relativi alla capacità ricettiva dell’area tra Steinfeld e Oberdrauburg: 250 posti letto, di cui 80 in camere a più letti e 90 in camere per “donne” e per “uomini”.

Questi dati naturalmente vanno presi con le molle, ma testimoniano in ogni caso l’importanza del turismo come vera e propria attività economica e fonte di reddito per la regione.

Il boom degli Anni 20
La prima piscina riscaldata di Oberdrautal 1968

Alla fine del diciannovesimo secolo Berg im Drautal era la località con la minore capacità ricettiva della zona. I villeggianti estivi potevano scegliere nel 1891 tra i due Gasthaus Niedermüller e Regensberger: due camere con nel complesso 4 letti a disposizione.

Nel 1906 – nel frattempo il treno fermava anche a Berg, dotatasi di una stazione ferroviaria – secondo i dati della “Guida al Viaggiatore dell’Associazione Turistica Carinziana” i posti letto a disposizione erano diventati 12, suddivisi tra i Gasthaus Breiner, Regensberger e Mösslacher. Il paese contava allora 417 abitanti.

Nel 1929 c’erano 70 letti nella Pension Schader, 4 letti nel Gasthaus Hopfgartner e altri 30 letti in sistemazioni di fortuna. Da Schader si pagavano per un giorno di pensione completa tra i 6 e gli 8 scellini a persona. Da Hopfgartner solo 2,50 scellini.

Alla fine degli Anni 50 il paese era in grado di offrire già oltre 500 posti letto, saliti a oltre 1000 negli Anni 70. Al Glocknerhof nel 1959 la mezza pensione costava ancora 28 scellini e la pensione completa 32 scellini. Nel primo anno dell’ "Hotel" Glocknerhof - 1973 – la pensione completa costava 240 scellini.

Oggi il rapporto tra abitanti e posti letto è pressoché 1: 1. Berg rimane con i suoi 1450 abitanti il paese più piccolo dell’Oberdrautal, ma con 1400 posti letto dispone della migliore capacità ricettiva, oltre che, con 150.000 pernottamenti, delle migliori statistiche.

Ai giorni nostri Berg im Drautal è facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo di trasporto. Alla fine del diciannovesimo secolo bisognava ancora farsi venire a prendere in carrozza dalle più vicine stazioni di Greifenburg e Dellach, al prezzo di 1 fiorino e 20 quattrini. Nel 1959 gli ospiti del Glocknerhof venivano già trasportati a bordo di una "Cabrio": Il trattore!

Il luogo si distingueva, stando alla brochure, per l’ottima acqua, il bosco e i sentieri, ideali per passeggiate rilassanti. Il romantico Gaisloch presso Feistritz e Bad Kolm erano le mete consigliate per una gita, così come un tour in alta quota sull’Hohe Driste. Le attività ricreative più interessanti erano la caccia e la pesca. Meritevoli di essere visti erano anche il taglio degli alberi e la fluitazione sulla Drava.

Ma è nel periodo tra le due guerre che il turismo comincia a crescere in modo significativo, con ospiti dai paesi confinanti, dalla Germania e anche dall’Italia, in villeggiatura estiva tra le nostre montagne.

Dopo gli anni bui della guerra sono stati i turisti da Vienna e da Berlino a ridare slancio al turismo, trascorrendo da noi le vacanze per respirare l’aria frizzante e bere l’acqua pura della nostra valle, oppure sfruttando il luogo baricentrico per giri in Carinzia, Italia e Jugoslavia o per arrampicarsi sulle montagne dei dintorni.

La pratica degli sport invernali sull’ Emberger Alm è esplosa negli Anni 60 e nel decennio successivo si sono aggiunti gli sport estivi d’avventura. Gli anni 80 sono stati gli anni dello sci di fondo e della salute, mentre gli Anni 90 quelli della riscoperta della cultura e dello stile di vita.

 

Più sulla storia di Glocknerhof potete trovare qui: Geschichte vom Glocknerhof (in tedesco)